White paper “Unconscious Bias”

19 Aprile 2020
Whitepaper
FranklinCovey Italia
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Questa knowledge guide indentifica 7 falsi miti legati agli Unconscious bias.
La parola stessa sottolinea il fatto che sono inconsci; proprio questo tratto rende la loro identificazione ancora più difficile.

Proprio per questo, prima di poter prendere provvedimenti per operare in modo più equo ed efficace sul lavoro, è necessario orientarsi.

FALSO MITO N°1
I bias inconsci riguardano solo genere e razza
Nella realtà genere e razza rappresentano solo una piccola parte di tutto il contesto.
Esistono bias basati sulla funzione lavorativa delle persone, sull’età, sullo stato socioeconomico e quello familiare. Altri relativi a nazionalità, capacità linguistiche, cultura, sessualità, peso, altezza, abilità fisiche, avvenenza e affiliazione politica.

FALSO MITO N°2
Bias significa essere contro alcuni gruppi di persone
Molto spesso i bias favoriscono involontariamente alcuni gruppi rispetto ad altri, indipendentemente dal fatto che questi siano i più o meno meritevoli. Spesso, questi gruppi sono quelli a cui apparteniamo o che sono favoriti dal contesto sociale, o – meno frequentemente – sono i gruppi svantaggiati, sostenuti un po’ troppo convintamente nel tentativo di riparare i torti che hanno dovuto subire.

FALSO MITO N°3
Non è possibile fare nulla rispetto ai propri bias inconsci
Al contrario, si può cercare di valutare se chi abbia determinati pregiudizi abbia il desiderio di averli e di manifestarli.

Tra i modi per superare alcuni pregiudizi possiamo trovare: imparare di più sui propri colleghi ed espandere la propria rete professionale, creare processi equi per le cose che si tende a fare in modo casuale e fare squadra per interrompere le procedure soggette a pregiudizi in azienda.

FALSO MITO N°4
I bias inconsci sono così impercettibili da ferire solo chi è troppo sensibile
Gli effetti di un bias possono essere la somma di più eventi, per cui è necessario scoprire le vere motivazioni che hanno portato l’altra persona a rimanere offesa o ferita.

Le persone accusate di essere troppo sensibili spesso non sono arrabbiate, per esempio, per un singolo caso in cui si è parlato male durante una riunione, ma piuttosto per anni in cui hanno avuto a che fare costantemente con simili offese.

FALSO MITO N°5
La gente parla di bias inconsci perché quelli consci ormai non rappresentano più un problema
Bias, pregiudizi e discriminazioni, in tutte le loro molteplici forme, sono ancora una realtà sempre presente nella nostra società.

Per alcuni gli unconscious bias possono non sembrare così gravi. In realtà, poiché non siamo consapevoli che stanno accadendo, tali pregiudizi possono insinuarsi e portare a pregiudizi sistematici Il punto è che vale sempre la pena lottare per superarli.

FALSO MITO N°6
Non vale mai la pena rispondere quando si è l’obiettivo di un bias in ambito lavorativo 
In molti casi, reagire ai pregiudizi comporta rischi politici che inducono molti a lasciar perdere.
In realtà si hanno sempre delle opzioni e prenderle in considerazione più aiutare a determinare il piano d’azione più efficace per rispondere al bias che si sta subendo.

FALSO MITO N°7
Essere un alleato di chi subisce bias significa avere i propri sotto controllo
Sicuramente avere a cuore la giustizia sociale aiuta, ma ci sono sempre delle insidie in agguato come assumere un livello confidenziale poco professionale o utilizzare un linguaggio privo di bias come alibi per evitare di mettersi in discussione.

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