Quali caratteristiche ricerchi in un leader?

Sentiamo tanto parlare di quello che serve per essere un grande leader. Così tanto che riesco a malapena a immaginare di esserne all’altezza.

Quindi preferisco porre la domanda in modo diverso: quali sono le caratteristiche che vorrei avesse il mio leader? Quando la domanda è questa, la risposta e la descrizione sono molto diverse.

Vulnerabilità

Ho bisogno di un leader che non sembri perfetto e che non sembri avere tutte le risposte. Questa persona, verosimilmente più esperta (nel proprio settore) di me, è anche idealmente più saggia e più navigata, essendo nel campo da molto tempo.

Ma nessuna di queste caratteristiche la esime dal bisogno di parlare apertamente della propria esperienza, degli alti e bassi che ha vissuto, dei più grandi errori che ha commesso e della consapevolezza di non essere arrivata al ruolo che ricopre grazie a un immacolato record di successi. Ho bisogno di sapere in quali buche è incappato, quelle che lo hanno reso umile e, fondamentalmente, lo hanno reso migliore. Voglio che condivida liberamente queste informazioni con me, non per stabilire uno standard più basso, tutto l’opposto. Se riesco a vedere il serpente davanti a me, posso prendere una strada diversa. Quindi, per quei leader che stanno leggendo adesso e che pensano di averci ingannato: SORPRESA! Smettete di cercare di prenderci in giro. Sedetevi, invece, con noi e raccontateci le vostre fregature. Perché l’avete fatto? A cosa stavate pensando? A quali pressioni eravate sottoposti? Fateci avvicinare a voi, così che possiate guidarci quando affronteremo la stessa cosa.

Affidabilità

Ho bisogno di un leader in cui possa identificarmi. Certo, è probabile che sia più vecchio e più esperto di me (sebbene non sia sempre così), ma ho bisogno, anzi desidero, una relazione che mi permetta di rivedere un po’ di me in lui.

C’è qualcuno che pensa e agisce come me, o che almeno lo ha fatto ad un certo punto della sua vita? Se sentirò che abbiamo una connessione non vincerà solo il mio cervello e la mia schiena, ma anche il mio cuore. Qualsiasi cosa, la passione per la lettura, per lo sport, per i film, per Game of Thrones, per i ghiaccioli al mandarino, mi va bene qualsiasi cosa.

Non mi serve un amico. Ho bisogno di un leader in cui posso identificarmi in termini di paure, passioni, obiettivi e insicurezze.

Ho bisogno di sapere che non sono l’unico, che ha fatto lo stesso percorso e che ha visto anche lui qualche serpente lungo il percorso.

Grande personalità

Ho bisogno di circondarmi delle persone migliori possibili, in modo che la mia “media” sia quella di chi è migliore di me, non peggiore. Com’è quel modo di dire? “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”? Lo stesso vale per la mia vita professionale. Vorrei che non imbrogliasse mai, non mentisse, non rubasse e non uscisse con il/la suo/a assistente. Vorrei che non mentisse sui guadagni e non chiedesse mai di fare lo stesso. Ho bisogno che stabilisca lo standard (anche se non sono sicuro di farlo io stesso) in modo che io possa aspirare a raggiungere il suo livello in termini di carattere e valori. Quello che fa e dice determina la cultura e, nel lungo termine, potrebbe influenzare il mio comportamento di domani, quando sarò un leader.

Quello che fa ha una correlazione diretta con quello che faccio io, per cui è bene che si ricordi che tutti lo stanno guardando.

Un Modello

Ho bisogno di un modello. Una persona dotata di curiosità intellettuale, intelligenza emotiva, spirito di collaborazione, che sappia scusarsi onestamente senza giustificarsi e perdonare. Vorrei che mettesse in discussione la propria mentalità e le proprie capacità, che rispettasse le persone diverse, che fosse gentile, che facesse e mantenesse promesse. Dovrebbe lavorare duro e lavorare in modo intelligente. Quello che fa, lo farò io.

Un creatore di geni

Deve tirare fuori la mia genialità e testare la sua. Nel leggendario libro Multipliers, Liz Wiseman ha reso popolare un concetto che trasforma tutti (me compreso) da quello che lei chiama il “genio nella stanza” al “creatore di geni”. Non bisogna essere sempre la persona più intelligente, più colta e creativa nella stanza. È estenuante e affatica tutti.

Dovrebbe concentrarsi sul rendere gli altri dei geni, tirar fuori la loro creatività, i loro ideali, le loro esperienze e la loro intelligenza grezza, permettergli di risolvere i problemi e sperimentare qualche vittoria. So che è bravo, vorrei sapere se anch’io lo sono.

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