Abitudini da seguire per diventare chi si vuole essere

5 Settembre 2023
Articoli
Scott Miller
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Uno dei miei libri preferiti è Your Next Five Moves di Patrick Bet-David.

Tra i concetti che più mi hanno colpito c’è quello che Patrick chiama “la tua verità futura”, ovvero parlare di uno stato futuro come se fosse quello attuale. Da quando ho letto il libro, l’ho applicato in molti aspetti della mia vita e l’impatto che ha avuto sul raggiungimento dei miei obiettivi futuri in tempi più brevi è stato notevole. Parlo costantemente di me stesso nella mia condizione futura: cosa realizzerò, i traguardi a cui sto lavorando, credendo fermamente che si materializzeranno.

Ovviamente, c’è una linea sottile tra l’esercizio del potere di sfruttare le tue “verità future” e l’abbellimento o la vera e propria menzogna. Devi decidere tu stesso dove tracciare questa sottile linea di confine.

James Clear, nel suo best seller Atomic Habits (cinque milioni di copie vendute in tre anni), descrive la relazione tra la nostra identità e le nostre abitudini. Suggerisce di pensare a noi stessi come a ciò che vogliamo diventare, di identificarci in imprenditori di successo, autori famosi, maratoneti vincenti… Quello che diciamo, non solo agli altri ma forse soprattutto a noi stessi, ha un impatto significativo sulle nostre convinzioni e sui nostri comportamenti, plasmando di conseguenza le nostre abitudini. James scrive che “Il modo più concreto per cambiare chi sei è cambiare ciò che fai“. E continua, dicendo: “I tuoi comportamenti sono di solito un riflesso della tua identità. Quello che fai è un’indicazione del tipo di persona che, più o meno consciamente, credi di essere“.

Prenditi qualche minuto e concentrati su quello che vuoi per te e per la tua identità.

Vuoi diventare un ministro laico del tuo credo religioso? Una supplente nella scuola elementare locale? Un membro della squadra di tennis a coppie miste del centro ricreativo o del country club che frequenti? O magari diventare un pasticciere o essere semplicemente un padrone di casa, un genitore, un coniuge o un partner migliore?

Indipendentemente da quanto semplice o grande possa sembrarti questa nuova identità, visualizzala nella tua testa e attribuiscile un nome, poi metti per iscritto i comportamenti associati a questa identità. Ora condividerò con te una delle mie: desidero essere un padre migliore per i miei tre figli di 7, 10 e 11 anni. (E sono sicuro che anche loro vogliono la stessa cosa da me)

Ecco alcuni comportamenti che possono diventare (e diventeranno) delle abitudini per me, facendo diventare reale questa nuova identità.

  1. Spegnere il telefono quando sono a cena con loro, a casa o al ristorante.
  2. Smetterla di programmare telefonate nei 12 minuti del tragitto da e verso la scuola.
  3. Parlare con fermezza, ma con più gentilezza, quando gli chiedo di eseguire un compito o un lavoretto a casa.
  4. Dedicare meno tempo ai compiti genitoriali che loro non vedono (ma che sono importanti a lungo termine) e dedicare più tempo alle attività che li coinvolgono direttamente (che sono importanti a breve termine). Quando si tratta dei miei compiti di genitore, penso troppo a lungo termine. Se non riuscirò a trovare il giuso equilibrio potrebbero non rivolgermi più la parola quando si laureeranno.
  5. Sorbirsi qualche altro (ok, tutti) film nei fine settimana con loro (non mi piace guardare film e loro lo sanno).
  6. Smettere di credere che il tempo passato con loro a fare commissioni e acquisti o a consumare pasti sia utile da solo a rafforzare il nostro rapporto. Loro con me vogliono giocare, ridere e scherzare.
  7. Dedicare un po’ di tempo a capire meglio i loro bisogni individuali e le loro identità.

Ci sono molte altre cose che potrei fare, ma già quelle in questa lista trasformerebbero nel giro di pochi giorni la mia identità di padre in uno migliore, ai miei occhi e ai loro.

Prova a fare lo stesso esercizio. Qual è la tua identità e quali comportamenti potresti adottare, a partire da oggi, per far sì che la tua verità futura diventi realtà?

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